LA SEDIA D'ARGENTO
Ricordate com'è finito il quinto capitolo delle Cronache di Narnia in cui Aslan, a malincuore, rivela a Edmund e Lucy che non possono tornare a visitare il magico mondo di Narnia perchè cresciuti, come è successo in precedenza a Peter e Susan? Però, egli non ha detto niente di Eustace! Infatti lo ritroviamo in questo libro insieme a Jill Pole, una sua compagna di scuola, che siccome la preside è totalmente incapace di gestire i suoi alunni e li lascia esprimersi come vogliono, è vittima dei bulli. Un giorno i due ragazzi si trovano in una foresta su un precipizio e Jill, cominciando a fare la stupida, fa precipitare giù il suo compagno. Ella spinta dalla sete si abbevera da un ruscello trovandosi tra le zampe possenti di Aslan, che come promesso ai fratelli Pevensie, non li abbandona neanche nel mondo degli umani. A Jill ed Eustace viene affidata dal leone la missione di correre in soccorso al principe Rilian, figlio del re Caspian, rapito da una strega malvagia, e alla ragazza viene affidato anche il compito di ripetere a memoria quattro segni prima di andare a dormire la sera. Jill, volando sul respiro di Aslan, raggiunge l'amico al molo da cui Caspian sta partendo per un viaggio trovandolo invecchiato, perchè il tempo a Narnia scorre più rapidamente rispetto al nostro mondo. Quella sera i due ragazzi convocati dal Parlamento dei gufi, prima di partire per la loro missione insieme a Pozzanghera un paludrone macchinoso, guastafeste, pessimista e malfidato, scoprono che il principe scomparso è un ragazzo la cui madre è stata uccisa da un serpente velenoso. Rillian, deciso a vendicare sua madre, va in cerca della serpe che successivamente ritrova tramutata in una donna bellissima che lo rapisce portandolo via con sè causando un immenso dolore a Caspian, il padre del ragazzo. Lungo il viaggio i tre eroi incontrano la strega che li invita al castello di Harfang nella Terra dei Giganti per partecipare alla Festa d' Autunno. Eustace e Jill, al contrario di Pozzanghera che ritiene l'invito una trappola, sono al settimo cielo perchè possono finalmente avere un pasto e un letto caldo, visto che l'inverno è alle porte. Giunti al castello, i nostri eroi appaiono ai giganti, data la loro prospettiva di dimensioni simili a scriccioli da coccolare e viziare (sopratutto Jill). Ma quando scoprono che la loro alimentazione si basa su animali parlanti, esseri umani e paludroni, Eustace, Jill e Pozzanghera fuggono venendo notati dai cacciatori e inseguiti dai segugi. I protagonisti si rifugiano in una caverna che altro non è che il Mondodisotto abitato da creature simili a gnomi con lo sguardo sempre triste, perchè sono schiavi della strega malefica. Pozzanghera e i ragazzi giungono in una sala dove trovano il principe Rilian che rivela di essere schiavo di un incantesimo che la Donna dalla Veste Verde gli ha lanciato e che ogni notte si impossessa di lui. Il ragazzo riesce a tornare in sè solo una volta che pronuncia il nome di Aslan, legato ad una sedia d'argento che poi distrugge. La maga, accortasi che il principe è libero, tenta di ipnotizzare e fare il lavaggio del cervello ai tre ragazzi illudendoli che Narnia, il sole, e specialmente Aslan, non esistono e che sono tutte fandonie. Pozzanghera, non abbagliato dalla melodia che l' antagonista suona tramite un mandolino, sveglia i ragazzi e insieme a loro si avventa contro la donna trasformatasi nel serpente che anni prima uccise la regina di Narnia, madre di Rillian, uccidendola a sua volta. I quattro mentre tornano in superficie (non senza prima aver assistinto alla ritrovata felicità degli gnomi finalmente liberi dalla schiavitù della strega), restano al buio perchè le torce si spengono e rimangono intrappolati nelle viscere della terra. Per fortuna vengono tratti in salvo dalle creature di Narnia. Jill ed Eustace, dopo aver salutato Pozzanghera, si avviano verso il porto per accogliere il ritorno di re Caspian che purtroppo muore per cause naturali sotto gli occhi di Rilian felicemente ritrovato. Il capitolo si conclude con i due ragazzi che, tornati a casa sul soffio di Aslan, fanno risuscitare Caspian ferendo uno dei polpastrelli del leone con una spina di rovo, usandone il sangue, e che mediante un ramoscello trasformatosi in frustini a spada sguainata, danno una bella lezione ai bulli e alla preside della loro scuola inseguendoli.