INFANZIE DAL PASSATO 

L' OTTOCENTO

Allora cari affezionatissimi lettori, man mano che andiamo avanti con la nostra rubrica ci accorgiamo che ci stiamo sempre più avvicinando ai giorni nostri e che molto presto la dovremo lasciare. Esatto, siamo proprio arrivati all' Ottocento!

Verso la fine del Settecento e l' inizio dell' Ottocento entra in scena un nuovo modello socio-culturale che pone al centro l'individuo in qualità di singolo: l' individualismo. L' ambiente ideale dove esso si sviluppa è la famiglia.

L' effetto corrosivo dell' economia di mercato proveniente dall' Inghilterra non si ripercuote solo sull' organizzazione del lavoro, ma influisce anche sul declino del patriarcato le cui maglie autoritarie si assottigliano.

Grazie alla modifica del ruolo dei capi famiglia, essi concedono qualche libertà in più ai figli, come decidere in modo autonomo chi desiderare come coniuge.

Anche il concetto di sesso tra uomo e donna si secolarizza liberandosi dal senso di peccato imposto dalla Chiesa, diventando puro piacere.

Il padre assume anche una disciplina meno violenta nei confronti di coloro che vivono sotto il suo stesso tetto.

Grazie a teorie di studiosi come Ariès, Shorter e Flandrin si compie il passaggio dalla famiglia tradizionale tipica del medioevo alla famiglia nucleare moderna.

Nell' Ottocento non si modifica solo la struttura famigliare, ma anche l'alfabetismo diventa più accessibile. Tra gli uomini della classe media inglese vi è l'aspirazione famigliare che i pargoli diventino autentici gentiluomini colti e istruiti.

In Francia la legge Falloux, in Germania la costituzione di Francoforte e nel nostro Paese la Legge Coppino del 1878 rendono la scuola primaria obbligatoria e l' istruzione gratuita.

Gli educatori italiani dell' epoca furono influenzati da Enrico Pestalozzi, per il quale l' educazione deve seguire la natura secondo cui il bambino nasce buono. Egli concepiva la formazione spirituale dell' individuo come un' unione di cuore, mente e mano.

In questo periodo nascono gli asili infantili fondati dall' abate Ferrante Aporti, dove i piccoli imparavano nozioni religiose, attività manuali e all' aria aperta.

Friedrich Froebel idea i primi giardini dell' infanzia dove predominano il gioco e il disegno in cui il bambino manifesta tutta la sua creatività. Tra le attività Froebeliane si prevede anche il giardinaggio per introdurre i piccoli allievi alla conoscenza della natura.

Nella seconda metà dell' Ottocento Aristide Gabelli sostiene che l'educazione deve preparare alla vita, formare il carattere, aiutare ad avere delle menti ben costruite e conservare sempre la volontà di crescere.

Nel rapporto maestro-alunni egli deve limitarsi a consigliare e a correggere gli studenti mentre lavorano.

Per Gabelli nei bimbi piccoli il gioco deve essere un' azione in cui si fondono sensi e fantasia, deve servire alla preparazione all' attività pratica e stimolare naturalmente il bambino a pensare.

In questo periodo ha molto successo il romanzo Cuore di Edmondo De Amicis, che intende insegnare ai giovani cittadini del nuovo Regno d' Italia l' amore per la patria, l'eroismo, il rispetto per le autorità e per i genitori, la carità, la pietà e lo spirito di sacrificio. In esso sono anche ritratte le diverse classi sociali del tempo.

 

Eccoci arrivati alla fine della nostra puntata. Non dovete assolutamente perdervi l'ultima puntata dove si parlerà dei bambini dei primi anni del Novecento!  

 


SPIAGGIE NASCOSTE

TOSCANA

La Toscana è una delle regioni italiane più famose e amate al mondo tra i turisti stranieri per via delle sue campagne dorate e i suoi musei, come ad esempio la celebre Galleria degli Uffizi.  Queste attrazioni di solito ne oscurano altre ugualmente importanti come le spiagge. A questo proposito ve ne vorrei proporre alcune segrete e incontaminate per godervi una serena vacanza la prossima estate. 

 

Cala Martina

Cala Martina è considerata la sorella minore di Cala Violina, ma non è meno affascinante. La spiaggia è composta da piccoli ciottoli lisci e il mare è trasparente. La natura regna sovrana in questo angolo della Maremma dove non si trovano chioschi né strutture turistiche. A Cala Martina vedrete, inoltre, un monumento nella macchia mediterranea che ricorda l’eroe dei due mondi. Garibaldi, infatti, partì proprio da questa spiaggia nel 1849 per sfuggire ai soldati dello Stato Pontificio e così continuare il suo viaggio per l’unificazione d’Italia.

Situata tra Follonica e Punta Ala, all’interno della Riserva Naturale delle bandite di Scarlino, a circa 2 km da Cala Violina, Cala Martina è raggiungibile solo a piedi o in bicicletta, attraverso un bel sentiero panoramico immerso nella natura incontaminata.

 

Cala di Forno

Cala di Forno è una spiaggia di sabbia fine, situata nel Parco Naturale della Maremma. Da alcuni anni l’accesso è consentito al pubblico, ma è consigliato contattare il parco per ricevere tutte le informazioni. La spiaggia è accessibile tutto l’anno, ma con una differenza importante tra l’estate e l’inverno. Da settembre a giugno è possibile effettuare il percorso autonomamente e senza l’obbligo di prenotare prima, basta acquistare il biglietto presso il centro visite al costo di 10 euro. Da giugno a settembre l’escursione è possibile soltanto il sabato, con obbligo di prenotazione e con la presenza di una guida.

 

Per raggiungere la spiaggia, un bus collega il centro visite alla località Pinottolai, da lì bisogna camminare (18 km tra andata e ritorno, circa 3 ore e mezza per l’andata e 3 ore per il ritorno) lungo un affascinante percorso nella macchia mediterranea. Cala di Forno, dunque, è la spiaggia ideale per gli amanti della natura. Potrebbe capitarvi di veder passare volpi o daini lungo la riva, mentre se alzate lo sguardo avvisterete il falco pellegrino. Qui non troverete stabilimenti balneari o aree di ristorazione, quindi portatevi tutto l’occorrente. Questa spiaggia selvaggia è stata, inoltre, il set di una delle scene finali del film "Non ci resta che piangere".

 

Buca delle Fate

È un’altra meravigliosa spiaggia per amanti della natura situata nel golfo di Piombino e affacciata sull’arcipelago toscano. Raggiungerla via terra non è facile, ma chi ha voglia di camminare può percorrere il sentiero all’interno del percorso del Reciso.

 

Più facilmente accessibile via mare, la spiaggia è riconoscibile dall’alta scogliera a picco sull’acqua. Il nome Buca delle Fate è spiegato da una leggenda, ma più verosimilmente deriva dalla presenza di tombe etrusche disseminate nella roccia. È una particolare caletta di ciottoli sulla Costa degli Etruschi, lambita da acque cristalline e circondata da ulivi, lecci, corbezzoli e mirti, dove rifugiarsi, lontano dal turismo di massa.

 

La Cacciarella

In località Porto Santo Stefano si trova La Cacciarella, una piccola spiaggia rocciosa posizionata tra due scogliere. È raggiungibile a piedi percorrendo un ripido sentiero di circa 500 metri. La spiaggia è sovrastata da una torre che porta il nome di Scacciadiavoli, il soprannome con cui era conosciuto Aydin Rais delle Smirne, il pirata più noto di questo tratto di costa. Lungo la scogliera, sul lato est, vedrete inoltre la Grotta del Turco.

 

L'accesso è seminascosto, ma l'interno della grotta è molto ampio. Inoltre, gli amanti delle immersioni non dovrebbero perdere la statua del Cristo Redentore del peso di 250 kg e ad altezza naturale, che si trova ad una profondità di 15 metri sul fondale tra la Cacciarella e Cala Grande. La statua è segnalata da una targa affissa sugli scogli in superficie. La Cacciarella, dunque, è uno scrigno paradisiaco immerso nella natura e nel silenzio.

 

Mar Morto

Il Mar Morto è una delle calette più selvagge dell'Argentario raggiungibili via terra. Il nome deriva dalla caratteristica barriera di scogli che forma delle piscine naturali. Sul fondale vedrete grossi massi e pietre popolati da un’incredibile varietà di pesci.

 

Non dimenticavi quindi la maschera per poter ammirare la bellezza dei fondali del Mar Morto, anche perché non troverete zone d’ombra qui. A metà della baia si trova, inoltre, la sorgente del Mar Morto: l'acqua che sgorga dalla roccia sarebbe ricca di ferro e minerali, molti addirittura la bevono. Per raggiungere la spiaggia, da Porto Santo Stefano prendete la strada del Campone, superate il bivio per l'Hotel Torre di Cala Piccola, andate sempre avanti fino al termine di una discesa dove troverete un bivio: percorrete il sentiero a sinistra per circa 4 km e sulla destra della strada troverete un sentiero che porta al mare.


SING IT OUT

Hi there! Here I ‘am with this new column to learn English  singing together and discovering new artists, even the ones unknown in Italy, but equally talented and they deserve to be discovered.

I propose you five songs: you have to complete filling empty gaps listening carefully the whole song on YouTube, when you have finished, put the songs from the beginning and then… Sing them out loud!

Level: intermediate

 

 


LA VIRTUS BOLOGNA NON SI FERMA PIU': VINCE L' EUROCUP E STACCA IL PASS PER L'EUROLEGA

La Virtus Bologna, dopo uno scudetto e una supercoppa italiana vinta, sembra proprio non volersi fermare! Quest'anno arriva anche il trionfo europeo in Eurocup dopo l'ultimo successo: la Champions League del 2019.

Quest' anno la squadra bianconera inserita del girone B si è classificata quarta con undici vittorie e sette sconfitte, dopo

l' esclusione della squadra russa del Lokomotiv Krasnodar, a causa della guerra in Ucraina e delle sanzioni.

Anche la fase ad eliminazione diretta è una strada tutta a senso unico per le V nere, che sbaragliano la concorrenza delle rivali fino alla doppia finale con i turchi del Bursaspor, contro i quali vince meritatamente la finale 80-67. Così conquista il meritatissimo trofeo…ma c' è di più, la compagine vincitrice insieme alla semifinalista acquisisce il diritto di partecipare alla prossima edizione dell' Eurolega, la massima competizione europea per club.

Tanto di cappello e buona fortuna alla nostra Virtus, che finalmente ha realizzato il suo grande sogno di giocare tra i giganti. 


              SOLO DONNE IN FAMIGLIA

Di solito per i lavori manuali e faticosi le donne si appoggiano ai maschi per essere aiutate. Ma cosa succede se rimangono vedove senza l'uomo forte a cui chiedere aiuto? Le possibilità sono due: soccombere o rimboccarsi le maniche e imparare ad affrontare le difficoltà da sole con resilienza e determinazione! E' ciò che accade nel romanzo "Solo donne in famiglia" di Rhea Beth Ross di cui ho già letto il precedente libro "La sfida di Lizzie", che parla sempre della condizione femminile nell' America dei primi anni del Novecento. Siamo nel 1932 a Guthrie, un piccolo paesino dell' Arkansas. Protagonista della narrazione è una famiglia composta appunto da sole donne: nonna Nannie, una donna severa ed estremamente religiosa, zia Stella, una diciottenne ribelle, sua sorella Sarah, un' attrice teatrale fallita a causa dell'evento del cinema che sogna di trasferirsi definitivamente a New York per continuare la sua carriera, ed infine Laurie, una ragazza quindicenne orfana del padre Gabriel, corteggiata dal figlio del pastore battista del paese Nathan. Ella quando è lontana da casa non vede l'ora di tornarci perché la solidarietà del paesino da dove viene la fa sentire protetta e al sicuro, ma sua zia e sua madre insistono affinché la ragazza veda il mondo e diventi una famosa cantante. Nathan invece teme che una volta divenuta famosa si dimentichi di Guthrie e della sua comunità. Andando avanti con la storia, si comprende il motivo per cui il paesino è arretrato e povero rispetto al resto degli Stati Uniti: i mariti delle donne protagoniste hanno perso tragicamente la vita in un incidente sul lavoro e da allora ha sempre rifiutato il progresso fino a che il sindaco non offre agli abitanti un posto di lavoro aprendo una fabbrica di scarpe. Laurie parte con la madre e la zia per New York sperando di vincere un concorso musicale per sfondare in radio, ma al suo posto ha successo un giovane violinista. Prima di tornare deluse a casa, le tre vanno a cercare lo zio Eli che, dopo essere tornato dalla prima guerra mondiale, è stato rinnegato da nonna Nannie cercando di convincerlo a tornare a Guthrie perché hanno bisogno di lui per uscire dalla povertà, ma senza successo. Durante la festa per l'apertura della nuova fabbrica, essa viene incendiata. Gli abitanti della cittadina accusano ingiustamente Willie, ma in realtà il colpevole è il signor Weeks, che confessa la sua colpa tra le lacrime. Il romanzo si conclude con Nannie che vende la macchina per ricavare i soldi per la ricostruzione della fabbrica, con zio Eli che viene perdonato da lei e torna a casa, e con Laurie che decide di partire per Atlanta per partecipare ad un' audizione per sfondare in radio come cantante.


                             SHREK 2

Vi ricordate del simpatico orco verde dal cuore d'oro Shrek, del suo fedele amico Ciuchino e della sua bellissima principessa (o per meglio dire orchessa) Fiona, di cui mi ho scritto la trama del film consigliato nel numero di Maggio? Il nostro orco preferito è tornato e si sta godendo il viaggio di nozze con Fiona. Al loro ritorno a casa nella palude, di cui Ciuchino si sta piuttosto maldestramente prendendo cura, i tre ricevono la visita dei messaggeri del re e della regina del regno di Molto Molto Lontano (i genitori di Fiona) che vogliono festeggiare la sua unione e dare la benedizione reale al Principe Azzurro, che però risulta essere Shrek. Egli rompe l'entusiasmo della moglie e del suo asino perché i genitori della moglie potrebbero rimanere scioccati nel vedere al posto del principe un orrendo orco. Dopo aver lasciato in custodia la casa a Pan di Zenzero e alle creature delle fiabe, ormai divenuti suoi amici, i tre protagonisti partono alla volta di Molto Molto Lontano. Giunti a destinazione dopo un viaggio piuttosto lungo, appena Harold e Lillian vedono l'aspetto della figlia e che il suo sposo non è quello che si aspettavano, rimangono a bocca aperta. Anche con la famiglia riunita a cena, Shrek e Harold iniziano a litigare, facendo barricare Fiona in camera sua per la vergogna. A consolarla ci pensa la Fata Madrina che la riempie di vizi di cui la principessa non ha bisogno. Fiona prova a presentare suo marito anche alla fata, che rimane scioccata proprio come i suoi genitori. A questo punto anche Shrek e Fiona iniziano a litigare. Intanto Harold, ancora scioccato per aver conosciuto l'orco, viene costretto dalla Fata Madrina a mettere insieme sua figlia con suo figlio, Principe Azzurro. Per fare questo il padre di Fiona deve sbarazzarsi di Shrek e ingaggia, dietro compenso in denaro, il famoso killer di orchi, il Gatto con gli Stivali. Shrek vuole scusarsi con il suocero che lo invita a unirsi a lui per una battuta di caccia e gli propone di incontrarsi alle sette e trenta alla vecchia quercia. In realtà è una trappola per attirare il nostro orco verso il Gatto con gli Stivali, di cui non ha affatto paura, anzi lo scambia per un tenero micino. Desideroso di diventare una specie di principe azzurro, Shrek contatta la Fata Madrina tramite il biglietto da visita che lei gli ha lasciato e si incammina verso la fabbrica di pozioni portando con sé anche il Gatto, che ormai lo ha fatto intenerire. Dato che la fata si rifiuta di aiutarlo, i tre entrano di nascosto nella stanza delle pozioni rubando la "Per Sempre Felici e Contenti," in grado di trasformare coloro che sono brutti in esseri dalla bellezza divina. Bevuta la pozione magica e risvegliatosi lui sotto l'aspetto di un uomo e Ciuchino sotto quello di uno stallone bianco, i due vanno al palazzo a cercare Fiona, per darle il bacio che dovrebbe rendere permanenti gli effetti della pozione. Ma l' orco viene bloccato dall' antagonista e Fiona scambia il Principe Azzurro per suo marito. Decisi a fermare la Fata (che offre ad Harold un' altra pozione per obbligare Azzurro e sua figlia ad innamorarsi) i tre vengono imprigionati in una torre e liberati dalle creature delle favole giunte sul posto dopo averli visti in televisione. Per superare la sorveglianza del palazzo, i nostri amici si rivolgono a Gingy, l'omino di pan di zenzero, per sfornarne una sua copia in versione gigante. Superato l'ostacolo, Shrek irrompe al ballo intimando Azzurro di lasciare in pace sua moglie. Credendo che la principessa abbia bevuto il tè con la pozione, la Fata Madrina ordina a suo figlio Principe Azzurro di baciarla subito, ma essa non ha effetto perché Harold le ha dato (di proposito) la tazza sbagliata. L' antagonista furiosa dopo aver recuperato la bacchetta, cerca di trasformare Shrek in un rospo. Però il suocero pentito di aver disprezzato il genero, gli fa da scudo prendendosi l' incantesimo. Anche Shrek vorrebbe rimanere per sempre un essere umano insieme a Fiona, che vuole al contrario rimanere per sempre felice e contenta con l'orco che ha sposato. Il film si conclude con il nostri protagonisti tornati normali e con Ciuchino e il Gatto che cantano in duetto la canzone di Ricky Martin "La Vida Loca". Nella scena finale extra la dragona moglie di Ciuchino gli comunica che egli è diventato papà.


                              SCIUSCIA'

La crisi di idee che oggi investe il cinema è ormai sotto gli occhi di tutti: sono pochi i film che vale la pena di vedere e che trasmettono agli spettatori messaggi significativi e profondi. Molti di noi, soprattutto i giovani, ignorano che tanti anni fa le case cinematografiche erano in grado di sfornare tantissimi capolavori che hanno fatto la storia della settima arte e che sono sempre da riscoprire. Uno di questi è Sciuscià, diretto da Vittorio De Sica nel 1946, considerato un capolavoro della corrente neorealista, che racconta la realtà dell'Italia appena uscita dal secondo conflitto mondiale. Esso narra la storia di due ragazzi, Pasquale Maggi e Giuseppe Filippucci, legati da una sincera amicizia, che si guadagnano da vivere facendo i lustrascarpe per conto dei soldati dell' esercito americano sbarcato in Italia pochi anni prima. Il loro sogno più grande è comprare un cavallo bianco di nome Bersagliere per cavalcarlo insieme. Però l'animale costa caro (300 lire) e sono disposti anche ad attività illecite pur di acquistarlo. Mentre portano due coperte rubate a casa di un'indovina, vengono arrestati con la complicità di Attilio, il fratello maggiore di Giuseppe, e portati al carcere minorile, ma prima riescono a comperare il cavallo grazie ai soldi illeciti. I detenuti in carcere subiscono trattamenti disumani e una severa disciplina da parte dei direttori. Allo stesso modo vengono trattati i due protagonisti che vogliono stare in cella insieme, ma il commissario li separa. Un giorno, durante un interrogatorio, Pasquale dovrà parlare per evitare che il suo amico venga preso a cinghiate. Da quel momento il loro legame di amicizia si rompe per sempre. Una sera Giuseppe, insieme ad altri cinque ragazzi più grandi, progetta di fuggire dal carcere, approfittando della distrazione degli altri detenuti che stanno guardando un documentario al cinematografo. Pasquale li segue e Arcangeli, uno dei fuggitivi, scappa. Giuseppe, sceso da Bersagliere su cui è fuggito, viene frustato, cade dal ponte e muore. A questo punto al ragazzo, ripresosi dalla smania di vendetta, non resta che piangere disperato il suo amico, mentre Bersagliere si allontana nella notte.


                                        HEIDA

Una volta i bambini venivano educati attraverso gli stereotipi di genere: vale a dire che certe professioni, sport o giocattoli erano "da maschi" o "da femmine". Anche oggi nel 22° secolo purtroppo queste idee arretrate persistono e sono dure a morire. Vi consiglio in questo numero del mio giornalino una "favola vera" che ha come protagonista un' eroina moderna che non ha bisogno del principe azzurro per farsi mantenere economicamente ed essere felice: Heida Asgeirsdòttir Ella nasce nel 1978 a Ljotarstadir, un paesino quasi isolato del sud dell' Islanda nei pressi del Katla, un vulcano ancora attivo. E' cresciuta in una famiglia di sole femmine composta da quattro sorelle acquisite, nate dal primo matrimonio della madre rimasta vedova dopo la morte del coniuge deceduto a causa di una valanga, e da due sorelle biologiche. Lei era molto legata al padre, che la voleva crescere forte e indipendente. Anche nel convitto dove Heida frequenta le elementari e le medie, divora in biblioteca libri che narrano storie di ragazze che si salvano da sole senza l'uomo forte. Dopo aver lasciato una carriera indesiderata da modella, ella si iscrive all'istituto agrario per apprendere come gestire la fattoria familiare dopo che il padre si ammala di cancro. Heida completamente da sola (chiedendo aiuto a parenti ed amici solo in casi estremi) impara a nutrire le pecore con fieno e foraggio, a tosarle (partecipando anche a delle gare apposite), a pascolarle insieme al suo pastore tedesco Fifil e a prendersi cura degli agnellini occupandosi delle ecografie fetali e nutrendoli col latte dal biberon se rinnegati dalle madri. La donna, oltre ad essere allevatrice, è anche attivista politica e ambientale: deve infatti lottare per proteggere i suoi terreni e i fiumi locali dalle pretese della Bùtland, un' azienda idroelettrica intenzionata a costruire una centrale nella zona. La biografia è inoltre arricchita da tanti bellissimi versi di autori celebri del suo Paese o da lei stessa composti, visto che la sua passione più grande è la poesia. Una storia capace di ispirare tante ragazze, in grado di insegnare a tutti noi che esse possono cavarsela come e a volte meglio di un maschio e che per raggiungere la felicità e sentirsi soddisfatte non hanno necessariamente bisogno di essere madri o mogli.