STORIA: INFANZIE DAL PASSATO

IL NOVECENTO

Finalmente siamo giunti all' ultima puntata della nostra rubrica per farvi scoprire come era l' infanzia ai tempi dei nostri bisnonni, dei nostri nonni e dei nostri genitori: sto parlando del secolo appena trascorso, cioè il Novecento.

Nel nostro Paese dopo l'unificazione dell' Italia molte famiglie vivono in povertà e sono costrette a mandare a lavorare i figli ancora minorenni, a riusare i vecchi vestiti e ad emigrare verso l'America, la Francia, la Svizzzera, la Germania e il Regno Unito in cerca di una vita migliore.

Ma nel periodo in cui sono vissuti i nostri bisnonni non tutto il male viene per nuocere. Infatti in questo periodo nascono le prime competizioni sportive agonistiche, aprono i primi luoghi di villegiatura ed esce il giornalino "Corriere dei Piccoli",  ricco di simpaticissimi fumetti.

Con l'evento del Primo Conflitto Mondiale i bambini, dato che sono a conoscenza di ciò accade ai loro padri partiti per il fronte, hanno poca voglia di giocare e a tavola il cibo è scarso e razionato.

Se provano a giocare con gli ordigni esplosivi, essi vengono avvertiti del pericolo che corrono mediante dei volantini affissi per le strade.

Tra i primi anni Venti e l' inizio dei Trenta dittatori come Benito Mussolini in Itallia, Adolf Hitler in Germania, e Josif Stalin in Unione Sovietica salgono al potere.  I  bambini di entrambi i sessi vengono iscritti in organizzazioni giovanili paramilitari in cui viene loro inculcata l' idea del sacrificio (anche vitale) per il Paese, il dittatore e le cause fascista, nazista e comunista. Essi inoltre vengono invitati (soprattutto i maschi) a non mostrare le loro emozioni piangendo, ma a "stringere i denti e i pugni".

All' epoca i film al cinema (che rimangono muti con semplice musica strumentale)  vengono preceduti da brevi documentari di propaganda politica. Nascono anche i cartoni animati Disney con i celebri personaggi di Topolino, Paperino, Paperina, Minnie, Pippo e il cane Pluto.

Anche i giornalini e cartoni per bambini vengono sfruttati come strumento di propaganda sia politica sia razziale. Ai piccoli ebrei viene vietato di frequentare la scuola pubblica e i loro genitori vengono privati dei diritti lavorativi, civili e politici.

Con lo scoppio delle Seconda Guerra Mondiale, come nella Prima,  adulti e bambini temono di morire di fame, per i  bombardamenti o uccisi dai soldati.

Nel Secondo dopoguerra con l'avvento della televisione nascono i primi quiz dove grandi e piccini si divertono a rispondere alle domande. Amano molto anche il Carosello, una trasmissione ricca di pubblicità animate e attori famosi come promotori. Dopo di che... tutti a nanna!.

I giocattoli, sia costruiti a mano sia acquistati nei negozi, si fanno sempre più belli e originali. Tanti altri bambini invece preferiscono giocare nel verde arrampicandosi sugli alberi. Solo poche bambine riescono a farsi regalare una Barbie perchè viene dall' America.

Tra l'inizio degli anni Sessanta e Settanta cominciano a diffondersi i nomi stranieri da dare ai figli, sopratutto quelli russi.

Nel 1974 a causa della crisi del petrolio che rendeva la benzina razionata, i grandi si lamentano non potendo girare in auto. I piccoli al contrario ne gioiscono perchè possono andare in bici e sui pattini a rotelle senza pericolo.

Inoltre giungono in tutta Europa nuovi giocattoli bizzarri e alla moda, come un gigantesco pallone per saltellare come i canguri e il difficilissimo rompicapo del cubo di Rubrick

Tra l' inizio degli anni '80 e '90 arrivano nuovi giochi per divertire bambini e adolescenti, come i primi pc presenti sia nelle case che sulle scrivanie degli uffici. Ma non è l'unico modo per divertirsi con i videogiochi: esistono anche quelli tascabili che si possono portare ovunque. Questo è il periodo degli oggetti firmati come orologi, scarpe, vestiti e zaini e i genitori quasi sempre accontentano i loro pargoli.

Arrivano in Europa anche gli anime giapponesi ispirati ai romanzi per ragazzi, d'azione e d'avventura.

Aumentano le famiglie allargate, si diffonde la moda dei dinosauri grazie a "Jurassic Park", Internet e dei telefoni cellulari che ormai oggi ormai tutti (o quasi) possiedono.

Spero che dopo aver letto una per una le puntate di questa rubrica vi siate resi conto quanto siete fortunati ad essere nati in un' epoca "illuminata" ma in cui purtroppo molti giochi si stanno perdendo, specialmente quelli all'aperto e senza l'uso della tecnologia.

Per cui in conclusione vi inviterei a portare fuori dalle quattro mura i vostri bambini e farli svagare per un po', esattamente come vi siete divertiti voi da piccoli.    

 


SPIAGGE NASCOSTE

LIGURIA

La Liguria è celebre in tutto il mondo per  il suo pesto, le sue focacce e il suo Acquario che io ho visitato personalmente ai tempi della scuola media. Mia sorella invece ci è andata per una vacanza breve in cui ha visitato Le Cinque Terre.

Ma la regione offre anche altre attrazioni come ad esempio delle spiagge incontaminate in cui vi consiglio di fare un salto quest'estate.

Punta Crena, Varigotti

Punta Crena è una delle spiagge meno affollate di Finale Ligure e si raggiunge solo via mare,  senza mezzi a motore, vale a dire in canoa, col pedalò, ma anche in materassino. Il sentiero che raggiunge la caletta è invece considerato non agibile e non adatto a qualunque tipo di escursionista, anche i più preparati.

Lido delle Sirene, Bergeggi

Il Lido delle Sirene è una spiaggia piccola con la sabbia scura vicino all'isola di Bergeggi. Per ragggiungerla si percorre un'infinita scalinata immersa nella macchia. Lo spettacolo di selvaggio splendore vi ripagherà della fatica.

Baia dei Saraceni, Varigotti

Baia dei Saraceni si trova a pochi passi dal borgo colorato di Varigotti, eppure non è mai affollata neanche in alta stagione. Le rocce riparano questo picolo paradiso che è tale non solo per gli amanti del mare e dello snorkeling, ma anche per chi fa arrampicata sportiva.

Porto Pidocchio, Portofino

Tra le Cinque Terre e Portofino c'è Framura ed una delle sue spiagge più segrete è Porto Pidocchio: una spiaggetta di ciottoli e sabbia a ridosso di una parete rocciosa dove si può praticare l'arrampicata. 

Spiaggia di Albana, Campiglia

La spiaggia di Albana a volte è completamente deserta, anche in piena estate. Piccola e riparata dallo scoglio omonimo, si raggiunge dalla piazza centrale di Campiglia, scendendo verso via Tramonti verso il Persico. A destra incontrerete le scale che portano alla spiaggia del Navone. All'altezza della deviazione per la spiaggia del Persico si svolta a sinistra fino alla spiaggetta. 

 



SHREK 3

Cari lettori siete pronti a far Shrekkare ancora una volta i vostri bambini dal divertimento grazie a questo spassosissimo sequel con protagonista il nostro orco preferito? Bene! Solo che questo film, a differenza dei due precedenti, non inizia con il classico libro con voce narrante, ma con il Principe Azzurro che dopo la morte della Fata Madrina è ormai diventato un fenomeno da baraccone per far spettacoli al pub "La mela avvelenata". Avvillito ed umiliato da tutti, egli decide di vendicare la madre e di prendere il suo leggittimo posto come re di Molto Molto Lontano alleandosi con i cattivi delle fiabe. Intanto il padre di Fiona è sul letto di morte e vuole nominare Shrek e sua moglie come suoi successori al trono. Shrek, non sentendosi tagliato per fare il re, chiede al suocero se può esserci un altro erede. Il re prima di passare a miglior vita gli rivela che il parente più vicino per la successione è Arthur Pendragon, un cugino di Fiona. Dopo i funerali di Harold, Shrek insieme ai sui inseparabili amici Ciuchino e il Gatto con gli Stivali parte alla ricerca di Arthur, ma prima di mettersi in viaggio Fiona gli svela di essere incinta e che presto il nostro orco diventerà padre. Egli, terrorizato per ciò che lo aspetta, comincia ad avere incubi pieni di bebè. Giunto alla scuola superiore dove Arthur studia per diventare cavaliere, nota che egli è solo un ragazzino quindicenne che viene sempre preso di mira dagli studenti più grandi. Appena l' orco gli svela che è venuto in sua ricerca per incoronarlo come sovrano di Molto Molto Lontano, il ragazzo vuole tirarsi indietro. Egli confessa a Shrek che questo suo comportamento è dovuto al fatto di non aver mai avuto nella sua vita una figura paterna. Anche il nostro orco rivela al ragazzo che anche il suo non era stato un buon padre ed è perciò intimorito dall' idea di diventarlo. I nostri quattro protagonisti tornati a Molto Molto lontano (grazie ad un incantesimo del Mago Merlino, ex insegnante di magia di Arthur) scoprono che il Principe Azzurro ha attaccato il regno e rinchiuso nelle segrete del palazzo le principesse amiche di Fiona, che come vuole la tradizione aspettano di essere salvate. Ma la madre di Fiona le convince a comportarsi da vere donne per correre in aiuto di Shrek che è stato anch' egli messo in catene dal Principe Azzurro per essere ucciso nel suo spettacolo davati all' intero regno. L'orco viene salvato, oltre che da Fiona, anche da Arthur, a cui Shreak, facendogli da figura paterna, insegna come essere un vero sovrano. Shrek contemporaneamente capisce cosa significa essere un padre. Finalmente Shrek e sua moglie possono tornare alla palude dove diventano genitori di tre vivacissimi orchetti.


STORIE PROPRIO COSI'

Chi di noi nel periodo dell' infanzia non ha mai letto o sentito leggere dalla mamma prima di andare a dormire le leggende scritte da Rudyard Kipling? Io ad esempio adoravo il libricino "E da quel giorno" scritto dallo stesso autore. Anche il libro che vi consiglio in questo numero era in origine una racconta di miti e favole per far addormentare sua figlia. I miti sono uno più bello dell' altro, ma quelli che preferisco sono tre: "Come mai il leopardo ha le macchie", "Il cucciolo di elefante" e "La tiritera del buon vecchio canguro". Il primo è ambientato in un mondo delle origini dove tutto è ricoperto da un pulviscolo giallo e gli animali non possiedono nè strisce nè macchie. Un giorno, di punto in bianco, un uomo etiope non ancora nero e il suo amico leopardo, ancora senza macchie, ricevono da un saggio babuino una spiacevole notizia: gli animali a cui i due protagonisti davano la caccia, per sfamarsi, si sono nascosti all' ombra ottenendo le strisce per mimetizzarsi. Anche all' uomo africano e al suo amico leopardo viene consigliato dal babuino di darsi (letteralmente) alla macchia. Alla fine il cacciatore etiope cambia pelle per diventare nero e dona un po' del suo nuovo colore anche al leopardo attraverso le sue dita. Ed è così che da allora il leopardo possiede le macchie, per nascondersi quando va in cerca di cibo, e le popolazioni africane hanno la pelle nera. Il secondo mito invece lo conosco già perchè l'ho letto da bambina ai tempi delle elementari sul libro di antologia. Esso ha come protagonista un cucciolo di elefante ancora senza proboscide che con la sua insaziabile curiosità tormenta i genitori e gli "zii" giraffa, ipopotamo, babbuino e struzzo, ricevendo in cambio una valanga di botte. Un giorno però il piccolo rivolge loro una domanda che non ha mai posto: che cosa mangia il coccodrillo? L' uccello kolokolo gli suggerisce di andare a cercarlo sulle rive del fiume Limpopo e l' elefantino, non sapendo che il feroce animale è un carnivoro si fa afferrare per il naso che a forza di tirare si allunga trasformandosi nella proboscide che noi tutti conosciamo. Il terzo mito racconta di un canguro ancora piccolo, con le zampe sia anteriori che posteriori corte come quelle di un coniglio. Un giorno egli chiede agli dei di farlo diventare un animale differente dagli altri ed essi gli rispondono di aspettare le cinque di mattina perchè l'incantesimo si compia. Nell' attesa, comincia ad essere inseguito da un dingo, e ad un certo punto le zampe posteriori si allungano facendolo saltare sempre più in alto, riducendo il dingo con la lingua di fuori. Quando ormai giungono le cinque ed è il momento per gli dei di accontentare la richiesta del canguro, egli è già un animale diverso, poichè ha acquistito la capacità di saltare grazie (o forse è meglio dire per colpa di..) al suo nemico dingo. Una raccolta di racconti stupenda per farci tornare un po' bambini, che fa capire anche ai grandi che le domande curiose dei più piccoli devono essere sempre soddisfatte con un pizzico di fantasia.

COME MAI IL LEOPARDO HA LE MACCHIE

IL CUCCIOLO DI ELEFANTE

LA TIRITERA DEL BUON VECCHIO CANGURO


UMBERTO D

Essendo molto affezionata ai miei nonni, gli anziani mi fanno tantissima tenerezza e mi commuovo quando li vedo soli e abbandonati dai familiari o dallo Stato, che dovrebbero invece prendersi cura di loro. Il film che vi sto consigliando di vedere e rispolverare affronta il tema della vecchiaia e della solitudine in età senile in modo profondamente umano e con estremo realismo. Esso ha come protagonista Umberto Domenico Ferrari, un ex funzionario dello Stato che dopo aver passato tutta la vita a lavorare per esso, si ritrova a protestare insieme ad altri pensonati per chiedere un aumento. La sua pensione è talmente misera che è costretto a mangiare alla mensa dei poveri, a rivendere vari oggetti per ottenere soldi in cambio e ad abitare in un misero condominio avendo come unica compagnia e conforto Maria, la sua giovane cameriera e il suo cagnolino Flik. Sapendo che prima o poi la padrona di casa lo sbatterà fuori per via dei debiti, egli si fa salire la febbre per farsi portare all' ospedale e avere in cambio un letto decente e un pasto caldo. Essendo costretto a tornare a casa essendosi rimesso, Umberto non trova più il suo amico a quattro zampe per via della disattenzione della padrona del condomio e lo ritrova in canile prima che venga soppresso in clinica perchè scambiato per randagio. Ormai senza una lira, tenta anche di chiedere la carità ai passanti sfruttando Flik per impietosirli, ma senza successo. Ad Umberto ormai sfrattato resta solo una soluzione: il suicidio. Ma prima di compiere questo gesto estremo, deve offrire al suo cane una vita quantomai serena. Prima tenta di lasciarlo in pensione, ma i proprietari del servizio gli chiederano il mantenimento a pagamento. Poi tenta di affidarlo a Daniela, una bambina sua conoscente, regalandoglielo ma incontrando l'opposizione dei genitori. A questo punto ad entrambi non resta che morire insieme, ma appena passa il treno Flik si spaventa e l'uomo si salva per un pelo. Inoltre egli ha capito che pur essendo senza una lira, grazie al suo cucciolo, ha sempre la ricchezza del suo affetto e dei giochi che fanno insieme.


SORELLE PER SEMPRE

Vi ricordate il film dei grandissimi comici siciliani Ficarra e Picone "Il 7 e l' 8" che racconta la storia di due bimbi scambiati in culla, che divenuti adulti si incontrano per ironia del destino, e decidono di andare insieme alla ricerca della verità? Nel 1997 la notte di Capodanno, sempre in Sicilia a Mazara del Vallo, è realmente accaduta una storia del genere che ha anche ispirato un film prodotto dalla Rai. Essa ha come testimoni due donne, Marinella Marino e Gisella Paladino, che si incrociano all' ospedale per partorire le loro figlie Melissa e Caterina, che per un errore dell' infermiera del reparto di neonatologia vengono scambiate. Esse passano così la loro prima infanzia ognuna nella famiglia dell' altra: Melissa cresce con la famiglia Alagni composta da Franco, un pescatore, Marinella ,casalinga e le due figlie maggiori Lea e Perla. Mentre Caterina trascorre i suoi primi anni nella famiglia Foderà da figlia unica, composta solo da mamma Gisella, a cui la piccola è morbosamente legata, e Francesco, un imprenditore edile. Non essendosi più riviste per due anni dal momento del parto, le due mamme si rincontrano per iscrivere le bambine all' asilo Bonsignore, in cui la prima ad accorgersi che le piccole non sono figlie dei genitori che le hanno cresciute è la maestra. Le due famiglie scioccate dai risultati degli esami del gruppo sanguigno e del Dna, sono decise ad insabbiare la verità e a crescere le loro figlie nelle famiglie adottive, in particolare Gisella, avendo un rapporto esclusivo con Caterina. Ma l'avvocato e la psicologa del Tribunale dei Minori sono del parere opposto: il primo, ignorando il legame affettivo e vedendo solo quello di sangue, è a favore del rientro delle bambine nel nucleo d' origine mentre secondo la dottoressa le due famiglie dovrebbero convivere come una famiglia allargata. Questa situazione di stallo all' inizio crea alle due famiglie gelosie, odi reciproci e la sensazione che una delle due mamme voglia rapire la figlia adottiva dell' altra. Alla fine, per rendere la sentenza di scambio definitiva e soprattutto per porre rimedio alla complicatissima situazione, Gisella e Francesco si trasferiscono a Milano con Melissa, mentre Caterina rimarrà a Mazara con Marinella e Franco. Superate le prime difficoltà, le bambine riusciranno con successo a creare un legame affettivo con le famiglie biologiche (ormai diventate inseparabili), senza così rinunciare alla loro "sorellanza". Una vicenda incredibile che tiene il lettore col fiato sospeso, ma anche una bellissima storia di convivenza ed amore che, grazie alla collaborazione delle due famiglie, invece di trasformarsi in un incubo, è diventata una meravigliosa favola moderna con il classico lieto fine.


LA CASA IN MEZZO AL MARE

In alcuni paesi d' Europa e del mondo come Olanda, Regno Unito, Cina e anche Italia alcune persone decidono per motivi economici, per libera scelta, o per problemi demografici e di salute di vivere su barche al mare o sul fiume trasformandole in piccole case galleggianti con tutte le comodità. Ma i protagonisti di questo romanzo profondo e commovente vanno oltre facendo addirittura un viaggio fino al Canada del Nord, per ritrovare se stessi e la voglia di vivere dopo tantissimi anni di dolore. Il libro narra le vicende di Harold e Mary Rose Grapes, una coppia di pensionati che abitano quasi completamente soli in una casa su una scogliera dell' isola canadese di Brent, in cui le uniche visite che ricevono sono quelle di Matthew il sindaco. Egli li avvente che la scogliera si sta erodendo, che la loro abitazione è in pericolo di caduta e che i due dovranno trasferirsi il giorno seguente in una casa di riposo. I due coniugi non vogliono assolutamente abbandonarla perchè essa contiene i loro unici ricordi del figlio Dylan, scomparso troppo presto all' età di otto anni mentre era in mare con il padre su una barca a remi. In una notte di tempesta, mentre i Grapes trascorrono l' ultima notte nella loro casa, essa viene colpita da un fulmine, si stacca dalla scogliera e precipita in mezzo all' oceano. I due, per evitare di morire disidratati e di inedia, azionano un generatore per ricavare energia elettrica dall' acqua marina e un dissalatore per poter avere acqua potabile e imparano a nutrirsi con il poco pesce che riescono a pescare. Dovo aver navigato per settimane rimangono intrapppolati su una banchisa vicino al Polo Nord, dove Mary Rose e Harold temono di morire per assideramento. Vengono tratti in salvo da Kirima una bambina eschimese che li porta al riparo e al caldo nell' accampamento del suo villaggio, dove il padre Amak, la madre Aga e il fratello maggiore Ukluk decidono di ospitare i due pensionati fino al periodo del disgelo, in cui potranno tornare a San Remo de Mar dove la coppia abita. Ospitati dagli Inuit, Harold e Mary Rose per la prima volta, dopo ben trentacinque anni di solitudine, si sentiranno parte di una comunità e seguendo le loro sagge lezioni sul mistero della morte capiranno che devono cessare di sentirsi in colpa per la prematura scomparsa del figlio e tornare a vivere con pienezza la vita perchè essa è un viaggio. Infatti sulla strada del ritorno nella loro casa ormai diventata una barca i due, con una cerimonia simbolica, gettano via, lui, le sue navi in bottiglia che simboleggiano la prigione del lutto e, lei, le ortensie in decomposizione che simboleggiano il funerale di Dylan. Infine i nostri protagonisti decidono di non tornare più alla loro isola, ma di andare insieme in giro per il mondo nella loro dimora.

HAROLD SEPPELLISCE KIRIMA PER "VENDICARE" DYLAN