LA CASA DEGLI SGUARDI
Bentornati nella sezione libri cari lettori! In questo numero del mio giornalino vorrei proporvi un romanzo autobiografico scritto dal poeta Daniele Mencarelli in cui egli racconta l'annata 1999/2000 trascorsa a disintossicarsi dall' alcol. A causa di questa sua dipendenza (ne ha avute altre da fumo e da droghe pesanti in età adolescenziale) non riesce più a scrivere e la sua vita si svuota di significato e di senso. Un giorno il suo amico Davide, gli propone un' esperienza di lavoro socialmente utile come operaio, in collaborazione con una cooperativa di tipo B, gemellata con l' ospedale pediatrico Bambino Gesù. All' inizio a causa della sua fobia sociale causata dall'etanolo, Daniele è indifferente verso i suoi nuovi colleghi e capo operai (Fabio, Antonio, Giovanni, Luciano, Carmelo, Amir, Celso, Adriana, Massimo e Stefano che morirà in un incidente in moto), ma tra scambi di battute e caffè al bar dell' ospedale, riuscirà a stringere un' amicizia accompagnata da un forte cameratismo. Egli all' inizio delude le aspettative dei suoi famigliari cercando di bere di nascosto, ma con il tempo riuscirà a pensare sempre meno all'alcol e imparerà a non soffrire per la dimenticanza (così l'autore chiama l'astinenza). Nelle pause lavorative egli capirà la bellezza della vita, osservando con i propri occhi la sofferenza e la morte dei tanti bambini che incontra, e attraverso i racconti dei loro genitori e dei medici. Oltre ad affezionarsi all' ospedale rifiutando la proposta del fratello di andare a fare una terapia diversa per disintossicarsi, Daniele ritroverà anche la forza di scrivere le sue poesie guadagnandosi così l'ammirazione di tutti i suoi colleghi! Come rituale di rinascita, egli seppellirà tutte le sue bottiglie di alcol e il presidente dell' ospedale, gli chiederà di pubblicare per Natale la raccolta di poesie "Bambino Gesù", per testimoniare e dare voce ai bambini ricoverati, a volte deceduti, e ai loro genitori. Un libro che mostra la realtà e la sofferenza che regna negli ospedali in tutta la sua crudezza, ma che lascia nell' anima dei lettori un messaggio molto profondo: non pensare di mettere fine alla propria vita perché esistono del mondo tantissimi piccoli innocenti che lottano fino alla fine per rimanere aggrappati al dono più bello che Dio ci ha dato.